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sabato 5 marzo 2016

ASTRO flashlight 2015


Novembre 2015



Materiale: alluminio Anticorodal 6082 + AISI304
Led: 5 mm RED
Batteria: CR123A
Circuito: Direct drive con resistenza
Livelli: 1 solo regolabile

Questa torcia è l'evoluzione di una precedente esperienza.
La forma è studiata per essere il più compatta possibile e per ospitare un cordino che permette di tenerla appesa al collo. Il pulsante posteriore risulta così molto comodo e accessibile perchè è facilissimo da trovare al buio, basta infatti seguire col dito il cordino fino ad arrivare alla torcia. La torcia è attiva solo se il pulsante è premuto, in modo da minimizzare il tempo in cui la luce è accesa e non dare fastidio alle persone circostanti. La quantità di luce è regolabile, ma solo a torcia smontata, c'è infatti un trimmer accessibile tramite cacciavite sotto il contatto positivo della batteria.
La batteria è una CR123A. Essendo agli ioni di litio può operare anche a temperature molto sotto gli zero gradi, condizione non difficile da trovare durante sedute osservative invernali. Data la modestissima corrente assorbita dai led e la notevole capacità della batteria, unito al fatto che la torcia viene accesa a spot e che la batteria ha una "shelf life" di 15 anni, si può dire che la batteria dura per sempre. L'obbiettivo è infatti avere il massimo della semplicità e dell'affidabilità, in modo che l'astrofilo abbia la garanzia che premendo il pulsante la luce esce, anche in condizioni estreme, dopo anni di inutilizzo e senza curarsi di dover cambiare le pile.

La torcia è realizzata in alluminio Anticorodal 6082 e acciaio inox AISI304 ed è a tenuta stagna grazie a una serie di guarnizione o-ring. Data la sua forma ha richiesto l'uso sia del tornio che della fresa per la sua costruzione, ed è infatti la prima torcia in cui ho usato la fresatrice SX3 recentemente acquisita. Per il pezzo inferiore in particolare ho usato sia la tavola girevole in fresa, che il mandrino a 4 griffe sul tornio.

Il circuito di alimentazione è costituito da resistenze disposte in serie/parallelo. Questo fa sì che la variazione di luminosità che si ottiene regolando il trimmer segua una curva esponenziale, e si riesca quindi ad impostare anche una luminosità bassissima. Il pulsante inferiore è un comune "tactile switch".

Le parti in alluminio sono trattate con un'anodizzazione colorata di grigio. Prima dell'anodizzazione ho eseguito una micropallinatura, una particolare sabbiatura con microsfere di ceramica, per rendere la superficie satinata. La faccia frontale è stata lucidata dopo aver tornito i led a filo del pezzo.

Sono molto contento del risultato e ritengo che questa sia una delle torce più sofisticate e studiate in termini di funzionalità, design e realizzazione. L'unico difetto che ho riscontrato dopo un paio di collaudi sul campo è il peso. La torcia infatti pur essendo molto compatta pesa ben 90 grammi, che al collo dopo un po' si fanno sentire!







sabato 9 maggio 2015

Anodizzazione



Ottobre - Dicembre 2012




Nell'inverno 2012 - 2013 ho intrapreso una serie di test per sperimentare il prcesso di anodizzazione. L'anodizzazione è un trattamento superficiale dei pezzi in alluminio che conferisce resistenza ai graffi, alla corrosione e la possibilità di colorare il pezzo. In sostanza da al pezzo costruito un aspetto decisamente più "finito" e professionale.

Durante il processo di anodizzazione non viene depositato uno strato di materiale diverso, ma è semplicemente l'alluminio stesso che si ossida in modo controllato e uniforme. L'ossido di alluminio è un materiale ceramico molto duro e incolore e durante il processo viene formato su tutta la superficie a contatto con il bagno per uno spessore di qualche decina di micron. La struttura dell'ossido è porosa con delle micro celle simile a un alveare. Sotto certe condizioni si riesce a creare una struttura le cui celle hanno la dimensione poco più grande di una molecola di colorante per cui an contatto con questo le celle si riempiono e il pezzo prende colore. Successivamente è possibile far bollire il pezzo per trasformare l'ossido nella sua forma idrata leggermente più voluminosa. In questo modo le celle si chiudono e intrappolano le molecole di colorante nella struttura fissando definitivamente il colore.

In questi due mesi ho fatto vari esperimenti sia con anodizzazione colorata che naturale, e sia con anodizzazione standard che con processo "hard coat" a basse temperature ed alte correnti (complice la bassa temperatura ambiente necessaria). Ho sperimentato anche diversi tipi di colorante e di alluminio. Non entro nel dettaglio di tutte le prove che ho fatto perchè sono molte, mi limito a riassumere il processo che mi ha dato migliori risultati in termini di spessore, durezza e sopratutto ripetibilità.


RICETTA:

Il pezzo da anodizzare deve essere di alluminio Anticorodal 6082, ben pulito con acqua calda e sapone per togliere tracce di olio da taglio, e deve avere un foro posibilmente filettato su cui attaccare l'anodo.

La fonte di energia che ho usato è un alimentatore corrente continua 0-30V 0-5A. E' veramente lo strumento ideale perchè permette di lavorare a corrente costante garantendo dei risultati ripetibili.

Il bagno di anodizzazione è composto da un mix di acido per batteria e acqua in proporzioni 1:1,5. L'acido per batteria è a sua volta una soluzione di acido solforico e acqua distillata in concentrazione 35%. Il liquido per batterie si trova dai ricambisti auto e costa 2-3 € per mezzo litro.

Il bagno di decapaggio è composto da acqua e idrossido di sodio (2-3 cucchiai in 500cc acqua). L'idrossido di sodio (soda caustica) si trova al brico come disgorgante o come sverniciatore.

Il bagno di "desmut" è composto da mix acido solforico 90% + perossido di idrogeno 36% (acqua ossigenata 130 volumi) + acqua distillata  in quantità 30%+30%+40%. Entrambi si trovano al brico, il primo come disgorgante, il secondo tra le vernici. Quando si diluisce l'acido solforico aggiungere sempre l'acido all'acqua e mai viceversa. L'acido solforico al 90% è molto pericoloso, mi meraviglio che lo vendano al brico.

Il bagno di colorante è composto da acqua e colorante per vestiti in soluzione 2:1. Anche puro va bene.

- Lavare o sgrassare in acetone il pezzo da anodizzare. Non devono esserci residui di olio da taglio. Prestare sopratutto attenzione ai fori ciechi.

- Immergere il pezzo nel bagno di decapaggio a 30°C per 20 -30 secondi

- Sciacquare il pezzo in bagno di acqua

- Immergere il pezzo nel bagno "desmut" per qualche secondo

- Sciacquare nuovamente il pezzo in acqua

- Immergere nel bagno di anodizzazione, collegare gli elettrodi e dare corrente. La corrente va impostata proporzionalmente alla superficie del pezzo e deve essere di 12mA/cm^2. La temperatura del bagno deve essere di 20-25°C. La tensione risultante deve aggirarsi tra i 5 e i 15v. Tenere nel bagno per 30 minuti.

- Risciacquare bene il pezzo

- Immergere nel colorante per 15 minuti (temperatura ambiente).

- Immergere il pezzo in acqua bollente e farlo bollire per 5 minuti.


NOTE:

Buona parte dei miei sforzi sono stati mirati ad ottenere un'anodizzazione colorata su alluminio 11S. Mi sarebbe piaciuto raggiungere questo obbiettivo perchè l'11S è molto più facile e veloce da lavorare dell'Anticorodal, e la finitura che ottengo è migliore. Non sono tuttavia riuscito ad ottenere risultati ripetibili. Sono riuscito in un paio di occasioni a produrre dei provini anodizzati colorati, ma ripetendo la stessa operazione qualche giorno dopo il risultato era diverso, il materiale non prendeva il colore o lo prendeva "a macchie". Si riesce in modo ripetibile ad ottenere uno strato anche abbastanza spesso e duro di ossido, ma non a colorarlo. In campo industriale l'11S si anodizza colorato senza problemi, ma con il processo casalingo non si riesce (almeno non sempre). Il motivo è che l'11S è una lega composta da una parte non trascurabile di rame, che interferisce con la struttura cristallina dell'ossido di alluminio limitandone l'accresciemnto. Questo si nota bene durante il bagno di decapaggio quando l'idrossido di sodio corrode l'alluminio ma lascia le tracce di rame che si depositano lasciando uno strato di "sporco" nero sulla superficie che in inglese si chiama SMUT. Il bagno di "desmut" rimuove questo strato tanto velocemente che il pezzo torna brillante a vista d'occhio.

Nel bagno deve essere prsente solo alluminio. Per appendere i pezzi ho usato del filo di anticorodal per saldare a filo, mentre come catodo ho usato un blocchetto di anticorodal o delle lamiere di scarto.

Osservando il variare della tensione durante il processo a corrente costante, si ha un'idea dello stato di avanzamento. Lo strato di ossido infatti è un isolante elettrico, quindi più lo strato diventa spesso, più la tensione sale. Quando si vede la tensione raggiungere un massimo e non salire più, lo strato è al suo massimo accrescimento.

Se dopo il bagno nel colore si permette al pezzo di asciugare prima della bollitura il pezzo rimane macchiato. Tenerlo bagnato per tutto il processo.

Dopo il lavaggio in acqua e sapone non toccare più il provino con le mani per non lasciare ditate.

Pacchetto con documentazione raccolta da internet
Pacchetto con report dei vari provini testati 




sabato 25 aprile 2015

Torcia AA prodotta in serie


Giugno 2013





Materiale: alluminio Anticorodal 6082
Led: SAMSUNG 3535
Batteria: AA
Circuito: boost basato su PAM2803 750 mA
Livelli: 1 solo, circa 160 lm.


Il progetto di questa torcia è finalizzato a sfruttare i vantaggi di una produzione in (piccola) serie. Il disegno meccanico è studiato in modo tale da minimizzare il tempo di lavorazione al tornio. Il diametro esterno di 20mm mi permette di partire da barra avendo già la misura giusta senza lavorazioni di tornitura esterna. Il foro che alloggia la battera è ricavato con una punta diametro 16,5mm comprata appositamente. La filettatura M18x1,5 è creata con un maschio nel corpo della trocia. Questi accorgimenti, uniti al fatto che la produzione è stata di 5 esemplari contemporaneamente, ha portato il tempo di costruzione di una torcia dalle 12-15 ore che di solito impiego per un singolo prototipo, a poco più di 3 ore a torcia.

Ci sono due versioni di "testa", una con un'ottica TIR che focalizza il led e l'altra "flood" per illuminare in modo diffuso. Il circuito elettronico, l'ottica e la stella del LED sono stati torniti per alloggiarsi perfettamnte nella testa. Nella versione con l'ottica è la lente stessa che essendo incollata sigilla la torcia rendendola water-proof, nella versione flood invece c'è una finestra ottica in vetro. Pulsante di accensione, protezione in silicone e contatto a molla sono tutti presi dal commercio e fissati dentro la torcia tramite un anello seeger.

La finitura esterna è zigrinatura + anodizzazione nera. Nella parte posteriore è stato realizzato un foro per poterla appendere con un cordino ( versione flood) o un anello per portachiavi. Le torce sono state regalate ad amici e parenti

L'esperimento è stato istruttivo perchè mi ha fatto toccare con mano i vantaggi della produzione in serie. Il risultato non mi ha soddisfatto in pieno perchè l'estetica è un pochino povera, a posteriori mi sono accorto di aver fatto una brutta copia della fenix E11. Inoltre il pulsante comprato da commercio è un "reverse clicky switch" e non un "forward clicky switch", la differenza sta nel fatto che il secondo premuto a metà fa accendere la trocia finchè non lo si rilascia, il primo invece richiede una pressione completa fino al click per accendere il led. Ritengo che l'accensione temporanea premendo a metà sia molto comoda, ma purtroppo non sono riuscito a trovare in commercio i pulsanti "forward". Per finire, chiudere la trocia incollando direttamente la lente nella testa è comodo e fa risparmiare lavorazioni, ma il risultato estetico è molto povero.







domenica 22 marzo 2015

Mini Thrower


Agosto 2013




Materiale: alluminio anticorodal 6082
Led: Samsung 3535
Batteria: LiIon 16340
Circuito: nessuno
Livelli: uno, circa 450 lm

Questa realizzazione rappresenta un esperimento di "thrower" in miniatura. La torcia è molto compatta, in modo tale da tenerla facilmente in tasca, ma emette un fascio di luce potente e molto collimato, grazie alla generosa ottica TIR davanti al led. Il led è alimentato direttamente dalla batteria, quindi tutta la corrente che può erogare una 16340 passa nel led (circa 2,5 A). Il led in questo modo è usato oltre le sue potenzialità nominali, ma questo non rappresenta un problema dal momento che la torcia viene utilizzata solo per fare dei flash di pochi secondi e non per illuminazione continua. La torcia infatti si attiva premendo il pulsante posteriore, e si spegne non appena viene rilasciato. Stesso discorso per quanto riguarda l'autonomia, che sarebbe di 10-15 minuti se fosse accesa di continuo.

Dopo averla utilizzata per qualche avventra notturna posso dire che l'idea è veramente buona. L'illuminazione del cammino o dell'attività viene fatta dalla torcia frontale, mentre quando serve illuminare a distanza si estrae questa torcia dalla tasca e si spara il fascio potente. La luce è studiata per l'utilizzo con una mano sola. La ghiera posteriore serve a facilitare la pressione del pulsante tramite un'impugnatura "a siringa".

Il corpo è realizzato in anticorodal 6082, la finestra frontale è tornita da una lastra di vetro spessa 3mm, e ad eccezione della lente e del led non ci sono componenti commerciali ma è tutto costruito in casa.

Questa è la prima torcia i cui componenti sono stati anodizzati, e devo dire che il risultato è veramente buono: l'aspetto è molto meno "artigianale" rispetto alle precedenti.